Carissimi amici,
coloro che ci seguono da anni (soprattutto i padrini e le madrine) sanno che noi, che abbiamo la responsabilità della direzione e del funzionamento della Casa Estudiantil, non perdiamo mai di vista, per quanto possibile, le nostre chicas, nemmeno quando se ne sono andate, dopo aver conseguito il diploma o la laurea o dopo ci aver interrotto gli studi, spesso indipendentemente dalla loro volontà.

Margarita Maldonado arrivò alla Casa Estudiantil nel 2007 e dal 2009, conoscendo l’estrema povertà della famiglia l’avevamo affidata in adozione a distanza ad un gruppo di amiche di Bassano del Grappa, che l’avrebbero aiutata a terminare i suoi studi. Ma, ad un anno dal diploma, la mamma la ricondusse a casa con sé poichè aveva bisogno del suo aiuto, anche economico.
Nel 2012 Edit, la direttrice della Casa Estudiantil, mi aveva informata del ricovero immediato a cui Margarita era stata sottoposta in quanto gravemente malata e mi disse che aveva bisogno di costose terapie e di un’operazione che le salvasse la vita. I medici e gli infermieri, temendo che l’interruzione delle terapie in atto, per mancanza di soldi, avrebbe significato per Margarita la morte, si fecero loro stessi promotori di una campagna di raccolta fondi tramite una radio locale, coinvolgendo anche il movimento “Solidaridad” che fa capo all’Arcivescovado di Cochabamba.
Ma i costi, per lo standard boliviano, erano molto alti e anche gli aiuti locali, che pure arrivarono, non bastarono. Scrissi dunque una lettera di appello per salvarle la vita ai nostri amici e sostenitori italiani e riuscimmo in pochi giorni a raggiungere la cifra che le serviva. L’avevo rivista nel 2015, era bella e serena ed era molto grata a tutti per la sua salute. Ma da due anni la Casa Estudiantil non aveva più notizie di lei e gli amici e la sua famiglia la pensavano in Cile.
Oggi, con il cuore sanguinante devo darvi una notizia che ci ha sconvolto. Lunedì, Margarita è stata trovata in una fossa insieme ad altri tre cadaveri di giovani donne, in una località del Chapare vicina a Villa Tunari. Era sepolta lì probabilmente dal 27 settembre 2019, data nella quale è stata vista per l’ultima volta.
Il funerale è oggi; molte ex alunne si sono messe in contatto fra loro per parteciparvi. Alla Casa Estudiantil faremo dire una S.Messa a cui parteciperanno tutte le chicas.
Edit ed io abbiamo pianto insieme: che il Signore accolga questa nostra figlia fra le sue braccia e consoli tutte noi.
Anna Maria, Fondatrice del progetto Casa Estudiantil
Il terribile destino toccato in sorte alla nostra Margarita e ad altre tre giovani ragazze, suscita molte riflessioni all’interno della nostra associazione, assieme ad un profondo sconforto, non solo in chi di noi ha avuto il piacere di conoscere questa splendida e sfortunata chica, ma in tutti coloro che da anni portano avanti questo progetto, per consentire a queste ragazze di oggi di essere donne libere di domani. Questa storia terribile, venuta alla luce proprio alla vigilia dell’8 Marzo, ci mostra come il nostro progetto di formazione ed istruzione delle ragazze, in Bolivia, consista in una vera e propria battaglia contro il degrado materiale e morale, una battaglia in cui spesso riusciamo a far emergere queste ragazze dal contesto in cui vivono, basato su antichi modelli patriarcali e, come stavolta, violenti.
La vita in questo periodo così particolare ci insegna che le battaglie si possono vincere ma a volte si perdono. E noi, questa volta ci sentiamo di aver perso. Adesso dobbiamo provare a rimboccarci le maniche, pur nel dolore di questa perdita, e riprendere la “lotta” a sostegno dei diritti delle nostre “piccole donne” boliviane. Dobbiamo provare a garantire l’istruzione che assicura lavoro e indipendenza economica a tutte le Margaritas che riusciamo.
A tutte.
Non una di meno.
Alberto Vaona, Presidente dell’Associazione Colomitalia per la Casa Estudiantil